Le grandi società del basket italiano


In Italia il basket è senza dubbio uno degli sport più praticati e seguiti; i tanti campetti installati nelle varie città ultimamente hanno promosso uno sviluppo della passione per la palla a spicchi, il che si riflette nelle buone performance della nazionale azzurra nelle competizioni ufficiali degli ultimi vent’anni, come ad esempio la vittoria dell’Europeo del 1999. Tante sono, infatti, le realtà importanti a livello di club nel basket italiano, la maggior parte delle quali nel Centro-Nord della penisola. In Toscana, dove anni fa la Montepaschi Siena ha dato via a una vera e propria serie di vittorie senza rivali, adesso si affaccia anche la realtà della Fiorentina Basket, adesso in Serie B e con mire di miglioramento. Nella grande rincorsa di questa società alla massima categoria della pallacanestro italiana, è importante però analizzare quali sono state le grandi squadre che hanno marcato la storia di questo sport nel nostro paese.

Varese, la culla di Meneghin

In un’epoca, come quella degli anni ’60 e ’70, nella quale i playground urbani non spopolavano certamente come adesso, la Pallacanestro Varese, che poi ha preso diversi nomi a seconda dei suoi sponsor, è stata una delle più grandi società del basket italiano. Nata nel 1945, la società lombarda vinse il suo primo titolo nella stagione 1960-61, per poi imporsi per ben altre otto volte nell’arco di vent’anni. Uno dei suoi giocatori più emblematici fu, senza dubbio, Dino Meneghin, pivot robusto e che sentiva il canestro come pochi. Tra Varese e Milano lo storico centro di una delle prime grandi nazionali italiane di basket avrebbe vinto ben 12 Scudetti e 7 Coppe dei Campioni. Grazie a lui e ad altri ottimi giocatori Varese si impose tra le grandi realtà della pallacanestro tricolore, sebbene poi dovette lasciare spazio ad altre società, anche per via di cessioni importanti come quella proprio di Meneghin.

La storica Milano

Una di queste società fu, appunto, l’Olimpia Milano, dove Meneghin visse la sua seconda giovinezza. La squadra, negli ultimi anni rinata grazie all’acquisto da parte dello stilista Giorgio Armani, che da nome alla squadra. Già campione d’Italia svariate volte dagli anni ’30, la squadra milanese riprese il volo negli anni ’60 e poi negli anni ’80, quando arrivò alle 2 stelle sul petto. Oggi è la società più laureata del basket nostrano con ben 28 titoli nazionali, mentre sono 3 le Eurolega conquistate. Dopo un periodo difficile, nel quale ha rischiato il fallimento, la società milanese è tornata ad imporsi in Italia. Non a caso stiamo parlando della società campione in carica dopo aver vinto l’ultimo Scudetto l’anno scorso in finale contro Trento. Anche i pronostici dei bookmaker per la stagione che verrà sono tutti a favore di Milano, che viene data come campione d’Italia con una quota di 1,55 il 9 agosto, ossia due mesi prima dell’inizio delle ostilità. Le abilità dei suoi giocatori, oltre a quelle del coach Simone Pianigiani, la rendono la squadra più forte del paese, in linea con la sua tradizione.

Le due bolognesi

Gli anni ’80 e ’90, invece, hanno visto imporsi il basket di stampo bolognese. Durante quel ventennio, infatti, la Virtus e la Fortitudo, basate nel capoluogo emiliano, erano le due società più forti del panorama cestistico nostrano. In molti ricorderanno Carlton Myers, che fece faville con la Fortitudo e la nazionale italiana, segnando tantissimi canestri importanti. La Fortitudo ha nelle sue bacheche soltanto due Scudetti, ma in quel periodo sciorinava un basket divertente e convincente, sebbene restò sempre all’ombra della Virtus, storicamente più importante e capace di vincere ben 15 titoli nazionali. In questa squadra, peraltro, giocarono dei cestisti di altissimo livello, tra i quali spiccano Sasa Danilovic e soprattutto Manu Ginobili, oggi uno dei giocatori di basket più famosi e talentuosi del mondo, che a 40 anni passati continua a far parlare di sé per le sue giocate imprevedibili. Dal 2000 al 2002 lo Scudetto restò a Bologna, passando prima per la Fortitudo e poi per la Virtus. Da quel momento in poi, però, non avrebbe più fatto ritorno nella città felsinea, che ancora oggi attende il titolo più importante con impazienza.

La dinastia senese

Dopo un periodo in Serie B, la società di pallacanestro della città di Siena, adesso in Serie A2, ha avuto un momento di gloria molto lungo. Stiamo parlando probabilmente della più continua dinastia del basket italiano. La Mens Sana, come è conosciuta, quando portava il nome di Montepaschi Siena è stata praticamente ingiocabile dal 2003 al 2011. In quegli anni, infatti, la società senese ha portato a casa 6 Scudetti, 3 Coppe Italia e 6 Supercoppe italiane, quest’ultimo record assoluto. Tutto ciò a livello ufficiale, dato che a posteriori le sono stati revocati i titoli di campione d’Italia 2012 e 2013 per una condanna di ricettazione e bancarotta fraudolenta. Adesso la nuova società sta provando a rimettere in piedi il tutto, sebbene il mito della formazione verde che faceva tremare tutti nei primi anni 2000 resterà indelebile nonostante tutto.

La Fiorentina di basket, sebbene ancora lontana da queste vette, ha come obiettivo quello di fomentare la passione per il basket in una città da tempo molto legata al calcio. Ci vorrà ancora del tempo e saranno necessari degli investimenti, ma nel capoluogo toscano la passione per la palla a spicchi sta crescendo sempre di più.

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