Orzinuovi, miracolo A2 firmato Salieri: “Giovani affamati e coesione segreti del successo”

La promozione del Professore. Dietro alla strepitosa annata della Pallacanestro Orzinuovi targata Agribertocchi c’è una vecchia conoscenza del nostro basket. Giù il cappello di fronte al miracolo confezionato da Stefano Salieri, che sabato scorso a Montecatini Terme ha messo il punto esclamativo su una stagione davvero da fantascienza. Con una delle squadre più giovani (21 anni di età media) del panorama della serie B, Sally ha costruito in dieci mesi il salto in serie A2. I pronostici? Farli saltare come tappi di champagne. I segreti? Programmazione chiara, grande sinergia fra società e allenatore, giocatori affamati e pronti a spendersi in tutto e per tutto per mettersi in mostra e salire di livello. Orzinuovi è cresciuta mese dopo mese, arrivando ai play off dopo un girone di ritorno strepitoso (12 vittorie su 15 partite) e al massimo della condizione. La post season poi ha certificato la maturazione di un gruppo davvero verde, nel quale altre vecchie conoscenze delle nostre latitudini come Lorenzo Galmarini e Tommaso Bianchi hanno portato un contributo determinante per la concretizzazione del sogno. Ecco il racconto di una bella chiacchierata con Stefano Salieri.

Tommaso Bianchi in maglia Orzibasket

Il sergente Stefano Salieri è tornato. Che promozione è quella di Orzinuovi?
“E’ il successo di un’idea, di un modo di lavorare, del sacrificio. Questi ragazzi, fin da agosto, si sono buttati anima e cuore in questo progetto. Si sono fidati e impegnati al massimo. Ed è arrivata una promozione davvero incredibile”.

Ha parlato di fiducia. Non ha vinto solo la fiducia dei giocatori, ma anche quella della società nei suoi confronti.
“Si è creata una sinergia vera con il presidente Zanotti, il direttore sportivo Muzio e il general manager Filattiera. Ho lavorato con una società molto propositiva che si è fidata di me all’inizio della stagione, quando dovevamo costruire e impostare tutto. Mi hanno accontentato in tutto, permettendomi di lavorare al meglio”.

Ha detto che l’obiettivo di inizio anno non era certamente quello della promozione in A2…
“L’idea era quella di riappassionare il pubblico dopo la retrocessione costruendo una squadra giovane, che in campo sudasse dalla palla a due alla sirena finale. La filosofia, rispetto alla passata stagione, è stata cambiata radicalmente e il pubblico si è riappassionato, diventando una componente fondamentale dei nostri successi. Volevamo i play off, questo sì. Non la promozione, anche perché non avevamo sicuramente uno dei primi budget della serie B…”.

I compagni festeggiano tagliando i capelli a Galmarini

A Montecatini avete vinto contro la Cestistica San Severo, diversa in tutto da voi. E costruita per la promozione…
“Siamo arrivati alla Final Four in ottime condizioni. Sapevamo di dover vincere sfruttando la nostra identità: difesa, ritmo altissimo, ma anche qualità in attacco. Ci siamo riusciti al meglio. Contro San Severo tutti i giocatori sono andati a referto: un esempio chiaro di lavoro di squadra. Tutti hanno portato qualcosa per raggiungere l’obiettivo finale. Sono rimasto però sorpreso da un aspetto”.

Quale?
“La maturità dimostrata da tutti i giocatori che, al di là della giovane età, hanno fatto un passo in avanti, gestendo la pressione e meritandosi questo trionfo”.

Maturità, ma anche crescita dal punto di vista fisica. Qui c’è un segreto?
“Il nostro preparatore Giuseppe Lopetuso (a Firenze nella stagione della Fiorentina Basket di Giulio Cadeo ndr) è il segreto della crescita fisica di giocatori come Galmarini e Siberna, tanto per fare due esempi. Ha svolto un lavoro eccellente in completa sinergia con il mio lavoro”.

Lopetuso in maglia Fiorentina

Si è rivista la pallacanestro di Salieri, tutta energia e aggressività.
“Sono felice che il mio basket sia di nuovo tornato in evidenza. Il lavoro di un allenatore è quello di riuscire a prendere il meglio da tutti i giocatori che ha a disposizione. Se ci sono riuscito il merito comunque è dei ragazzi, che erano affamati e si sono messi a disposizione di un certo modo di fare basket fin dal primo giorno. Nel mio modo di vedere la pallacanestro, non ci sono scappatoie o percorsi facili. Vince chi si applica di più. Il nostro sforzo è stato grande, ma ha ripagato con una grande gioia”.

Quando si è accorto che questo poteva essere un anno speciale.
“In parte nel girone di ritorno, dove abbiamo vinto dodici partite su quindici. Poi nei play off, dove siamo riusciti a sbancare un campo difficilissimo come Vigevano e ad avere la meglio di una corazzata come Cesena”.

Per il Salieri uomo è stata una stagione ancora più difficile per la scomparsa di sua madre.
“Non si è mai pronti per la perdita di un genitore. Perdi un pezzo del tuo cuore. Per me è stata una stagione difficilissima. Ringrazio la società che mi è stata davvero vicina nei giorni che hanno preceduto la scomparsa di mia madre. Ha significato tanto per me”.

Dopo il rinnovo 1+1 firmato ad aprile, Salieri che Orzinuovi ha in mente per la A2?
“Una squadra che abbia la stessa identità di quella che ha vinto la serie B. La strada è tracciata, vogliamo proseguire nel nostro modo di fare basket, senza snaturare la nostra idea. Mi piacerebbe continuare ad allenare tanti dei giocatori che ho avuto. Per quanto riguarda gli stranieri, dovranno essere affamati ed essere consapevoli di entrare a far parte di un sistemato, dove il collettivo conta più del singolo”.

credits foto Orzibasket.com

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