Fiorentina, è tempo di bilanci. Dopo la retrocessione ecco promossi e bocciati

Squadra promossa, allenatore rimandato a settembre, società bocciata. Maggio è mese di verdetti e bilanci per la Fiorentina Basket. La retrocessione è il peggior output che ci si potesse aspettare dal primo anno di vita del “progetto” biancoviola. Un fallimento sul campo arrivato dopo aver sfiorato la salvezza che, dopo tutto quello che è successo lungo nove lunghissimi mesi, avrebbe avuto le sembianze di un vero e proprio miracolo. Purtroppo il sogno della salvezza diretta è svanito con la sconfitta di Mortara, che ha rappresentato uno spartiacque nella stagione della Fiorentina. Sarebbero bastati quei due punti per festeggiare la permanenza in Serie B. Invece quella sconfitta ha condannato la Viola ai play-out e ad un accoppiamento con l’Allmag Moncalieri rivelatosi scomodissimo. Questione di dettagli, di infortuni e di mosse sbagliate. La Fiorentina è scivolata in Serie C Gold per un malevolo incastro di fattori che meritano un’analisi. Perché se è vero che tante cose non sono andate per il verso giusto, è altrettanto vero che non tutto è da buttare. Anche di fronte ad una retrocessione.
Matteo Caroli anima della Fiorentina Basket

Matteo Caroli anima della Fiorentina Basket

Squadra promossa – Non ci sono rimproveri da fare a Tourè, Lasagni, Bianchi, Caroli, Di Giacomo, Lenti, Facchino, Baggio, Furfaro e Bojovic. I dieci giocatori che hanno chiuso l’anno meritano soltanto un ringraziamento, perché hanno lavorato sodo per tutto l’anno ed hanno lottato con il cuore fino all’ultimo secondo di gara-3, giocando spesso in condizioni fisiche non perfette. La determinazione del gruppo plasmato da Stefano Salieri è l’aspetto che sarà ricordato con più piacere. Il simbolo di questa grinta leonina resterà Matteo Caroli, l’ultimo a mollare. In campo poteva sembra spesso nervoso, anche oltre il limite si dirà; in verità era la semplice espressione di un attaccamento alla maglia, di uno sfogo emotivo di un giocatore che non aveva nessuna voglia di fallire l’obiettivo. Anche le parole rilasciate a Firenze Basketblog testimoniano come su Caroli non sia presente solo la stoffa del giocatore, ma soprattutto quella dell’uomo. Bravo lui e bravi anche tutti gli altri giocatori.

Coach Salieri

Coach Salieri ha rischiato di fare un’impresa

Salieri rimandato a settembre – La salvezza di questa Fiorentina Basket sarebbe stata forse l’impresa più grande nella carriera di Stefano Salieri. Perché ottenuta con una squadra giovanissima – come da tradizione per Sally -, messa insieme all’ultimo (e riaggiustata più volte) e soprattutto estremamente low cost. Sul campo, sia durante la settimana che in tutti gli impegni ufficiali, si può rimproverare poco al tecnico di Castel San Pietro. Dopo un avvio stentato, l’identità della Fiorentina versione Salieri è emersa e si è sentita. La mancanza di centimetri sotto canestro è stata nascosta da una aggressività che ha spesso pagato lauti dividendi, ma ha anche lentamente svuotato il serbatoio della squadra. L’infortunio di Valentini è stato il colpo di grazia, un problema che ha tolto di mezzo un giocatore fondamentale che avrebbe garantito quantità, qualità e leadership. E soprattutto avrebbe allungato le rotazioni: la poca profondità della panchina è stato uno dei mali che ha portato alla retrocessione. Concatenato al tema degli infortuni c’è quello del mercato. Da gennaio in poi fra Salieri e la società almeno un cortocircuito – chiamatele vedute diverse, se volete – sulle decisioni da prendere c’è stato. Salieri è un integralista sulla scelta dei giocatori, non lo scopriamo ora. La società ha seguito le indicazioni del suo coach, che non voleva giocatori non adatti al suo stile di basket. Questo è stato un errore, perché almeno un giocatore – specie dopo l’infortunio di Valentini – doveva essere aggiunto in tutti i modi. Un Villani o un Giovanatto, tanto per capirsi. Così avrebbe voluto anche Massimo Piacenti, che aveva dato mandato ad Antonio Fagotti di prendere addirittura due elementi. Alla fine non è arrivato nessuno. Per questo, nell’analisi complessiva, Salieri non è né promosso né bocciato, ma rimandato a settembre. Se dovesse rimanere a Firenze anche in futuro, avrà l’occasione di farsi senza fretta – e con più scelta sul mercato – una squadra a sua misura. Ma questo è un altro discorso, sicuramente prematuro.

Piacenti è una risorsa importante per Firenze

Piacenti è una risorsa importante per Firenze

Società bocciata – L’operato complessivo della struttura societaria della Fiorentina Basket non è esente da colpe. Anzi. Lo ha ammesso lo stesso Antonio Fagotti nell’analisi post-retrocessione. Per questo la Fiorentina Basket, intesa come società, al suo primo anno deve battersi il petto. Sia sul fronte del campo – che resta sovrano – sia su quello della “penetrazione” in città. Vero è che nell’affacciarsi a Firenze questa nuova Fiorentina aveva troppe cose da tenere d’occhio, ma se si escludono gli appassionati della vecchissima ora, di nuovi proseliti se ne sono visti davvero pochi. Il più deluso forse sarà proprio mister All Foods Massimo Piacenti, che nel salone dei Cinquecento, nel giorno della presentazione ufficiale a settembre, aveva detto che Firenze non sarebbe più dovuta essere teatro di fallimenti societari o sportivi. Piacenti, un imprenditore che ci ha messo la faccia, si è appassionato al basket ed è una risorsa che non va dispersa. Sul mercato serviva una spinta, una forza decisionista ben diversa da quella evidenziata a più riprese. Si doveva agire meglio e con più decisione per rinforzare la squadra. Adesso però è già il momento di guardare avanti. La retrocessione porterà ad una profonda riflessione e probabilmente ad una riorganizzazione interna nel progetto Fiorentina Basket. La possibilità di essere ripescati per la prossima Serie B c’è: la Fiorentina infatti è la prima nella lista nazionale come migliore quintultima. La decisione di ripartire dalla Serie B sarà presa anche alla luce delle prospettive di nuove sinergie che potrebbero nascere e rendere questa Fiorentina più fiorentina. L’obiettivo è quello di migliorare. E come potrebbe essere diversamente?

All Comments

  • A me pare che la “penetrazione” in città sia stata minima.

    cigarafterten cigarafterten 10 maggio 2016 19:01 Rispondi
  • Concordo sulla valutazione riguardo ai giocatori. Credo che
    tutti i sia pur non numerosi tifosi non possano che essere fieri di questi
    ragazzi. Non condivido il giudizio
    attinente la Società. A mio avviso, nonostante la millimetrica retrocessione, merita una promozione a pieni voti. D’altra
    parte sarebbe una contraddizione in termini tessere le lodi della compagine e
    valutare negativamente l’operato ci chi, tra mille difficoltà, un budget limitato
    come del resto il tempo a disposizione, li ha scelti. Per la prima volta dai
    tempi di Varrasi abbiamo avuto a che fare con una Società organizzata con
    professionalità, sempre presente e pronta a metterci la faccia. Senza contare l’attività
    di fund raising perseguita con ottimi risultati in un ambiente storicamente
    difficile ed in una piazza economicamente non propriamente al top. Eravamo all’alba
    di un grande progetto, che avrebbe potuto decollare se tutti, tifosi, stampa, istituzioni, società
    terze avessero remato nella stessa direzione. A fare mea culpa eventualmente
    non dovrà essere nessun dirigente, ma una città sorda a qualsiasi richiamo
    sportivo diverso dal calcio, e a dirigenti baskettari e politici attenti solo al loro interesse particolare. Circa poi la mancata “breccia”
    nel cuore del pubblico, in assenza di vittorie e senza obiettivi importanti,
    non l’ho proprio mai vista in 20 anni che seguo il basket. Pretenderla in una
    stagione come questa sarebbe stato quantomeno esoso.

    Andrea Marasco 12 maggio 2016 12:21 Rispondi
    • I giocatori non possono essere giudicati inadeguati, 22 punti e come scritto nell’articolo Fiorentina migliore quint’ultima del campionato.
      L’errore grossolano è stato non prendere almeno un rinforzo dopo le vicissitudini di Valentini (ma non solo) una partita in più potevamo vincerla per salvarci direttamente e qualche possibilità in più l’avremmo avuta nello spareggio. Salieri faccia mea culpa per non aver accettato nuovi giocatori magari non così adatti, il suo integralismo ci ha condannati: la posizione di fine campionato ha instillato nella sua testa la convinzione di potercela fare con il gruppo non capendo che ormai era stato troppo spremuto.
      La società faccia mea culpa, anche di fronte ad un allenatore caparbio nelle scelte non si può accettare di rischiare la retrocessione per mancanza di numero legale di giocatori da schierare in campo

      Alessandro Moretti 12 maggio 2016 15:29 Rispondi
  • L’analisi non mi torna, anche solo per il fatto che se tu bocci la società devi per forza bocciare anche i giocatori che da questa sono stati scelti e che sinceramente se escludiamo Toure mi sono sembrati chi più chi meno tutti inadeguati alla categoria, fisicamente e poi tecnicamente.

    Insomma la società ha peccato si di errori di ingenuità ma non può essere vista come capro espiatorio unico e non si può semplicemente rimandare Salieri che invece mi sembra il principale indiziato di questo fallimento

    Linda Betti 12 maggio 2016 13:54 Rispondi
    • I giocatori non possono essere giudicati inadeguati, 22 punti e come scritto nell’articolo Fiorentina migliore quint’ultima del campionato, quindi…
      L’errore grossolano è stato non prendere almeno un rinforzo dopo le vicissitudini di Valentini (ma non solo) una partita in più potevamo vincerla per salvarci direttamente e qualche possibilità in più l’avremmo avuta poi nello spareggio. Salieri faccia mea culpa per non aver accettato nuovi giocatori magari non così adatti al suo gioco, il suo integralismo ci ha condannati: la posizione di fine campionato ha instillato nella sua testa la convinzione di potercela fare con il gruppo non capendo che ormai era stato troppo spremuto.
      La società faccia mea culpa, anche di fronte ad un allenatore caparbio nelle scelte non si può accettare di rischiare la retrocessione per mancanza del numero legale di giocatori da schierare in campo

      Alessandro Moretti 12 maggio 2016 15:31 Rispondi
      • Sul discorso Salieri sono d’accordo…una domanda : uno come Giovanni Lenti per esempio, ti sembra “adeguato” alla categoria?? Per dire eh

        Linda Betti 12 maggio 2016 16:07 Rispondi
        • Sai, sono scelte … se pensi di giocare più sul perimetro e sei per una rotazione a non più di 7 giocatori ci può stare anche Lenti… La panchina Salieri l’ha sempre usata poco, anche Facchino forse avrebbe potuto aiutare in certi momenti se gli fosse stata data più fiducia…

          Alessandro Moretti 12 maggio 2016 17:52 Rispondi

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