Errori e sfortuna nella stagione dell’Enegan

Una stagione più storta di questa non poteva venir fuori per l’Enegan. Partita con i favori del pronostico che l’accreditavano ai playoff, si è ritrovata a lottare per la salvezza e sprofondare in Dnb proprio all’ultima giornata, senza che il laitmotiv dell’intera stagione variasse nonostante i tanti cambiamenti portati dalla dirigenza.

Errori e sfortuna – Tanti gli errori di valutazione fatti in partenza su alcuni giocatori chiave e tanta la sfortuna che ha colpito la società fiorentina, che è retrocessa, bene ricordarlo, per due punti maledetti, punti che erano già stati raccolti con Lucca in abbondanza, ma che le sono stati tolti. Portafogli alla mano a novembre, si è cercato di dare la scossa firmando qualche new entry ma sopratutto con l’allontanamento di coach Giordani (2 vinte, 4 perse) e l’inserimento di Attilio Caja (9 vinte, 14 perse il bottino finale) che come dicevamo non ha sortito l’effetto sperato. La gestione del coach pavese non ha portato serenità e non ha cambiato gli equilibri nello spogliatoio. Tante le partite perse con pochi punti (ben 7 con un scarto uguale o minore di 5 punti) e al fotofinish (Recanati??), sia nella prima parte della stagione che nella seconda, cronica l’assenza di un leader che spingesse la squadra a reagire nei momenti di difficoltà .

Infortuni – Infine gli infortuni che hanno aggravato una stagione in perenne affanno, colpiti con precisione chirurgica i momenti chiave: Pazzi e Wood prima, Swanston e il ginocchio di Simoncelli poi, ma soprattuto Rancic nel finale amaro, proprio quando il croato iniziava a far vedere di essere di un’altra categoria e poteva con le sue triple scuotere una squadra quasi rassegnata.

giordanivscaja

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