La Repubblica, Affrico basket alla conquista di Firenze

Le strade del grande basket tornano ad incrociare Firenze. Per ora è solo uno svincolo secondario ma la città non può permettersi un’ altra interruzione di carreggiata. La Lega 2 Silver conquistata dall’ Affrico, storica polisportiva cittadina, dopo la rinuncia per problemi economici della , è una manna per gli appassionati che ormai cominciano ad avere un ricordo sbiadito dei tempi del funambolo JJ Anderson, dell’ uomo squadra Ebeling e di quel signore della panchina che era Rudy D’ Amico.

I più giovani peraltro non ne hanno memoria e addirittura stentano a credere che ci fosse una squadra forte a dar spettacolo dentro un gremito e felice. Non c’ entra però la nostalgia ma la ovvia considerazione che una città come Firenze, con una base di praticanti numerosissima, è “obbligata” ad avere una squadra di vertice. I dirigenti dell’ Affrico sembrano avere bene in mente l’ opportunità ed i rischi che hanno davanti. All’ amministratore delegato brillano gli occhi quando ci parla del progetto della cittadella del basket che vorrebbero costruire in viale Fanti con un nuovo palazzetto da duemila posti, due campi e zone accessorie per il pubblico, non per scimmiottare i cugini del calcio, ma per dare alla squadra la casa che si merita.

Pare che il Comune guardi di buon occhio l’ idea (come potrebbe essere altrimenti ?) e si parla del 2016 come ipotesi di apertura. Sarebbe meraviglioso ed encomiabile ma intanto c’ è da affrontare un campionato difficile con un primo grande traguardo da raggiungere: riportare il pubblico al palazzo. Giocare al è un rischio da correre, ma senza qualche migliaio di persone diventa triste e controproducente. Firenze ha l’ obbligo di rispondere e di non lasciar sola la società, magari per le solite divisioni da piccole botteghe. La prima cosa interessante, dal punto di vista del gioco, è che si rivedranno gli americani, nella fattispecie e , bloccati tempestivamente dal direttore sportivo insieme ad un bel gruppo di italiani che dovrebbero garantire competitività. La solidità è assicurata dal play Simoncelli e dal pacchetto lunghi Conti, Pazzi, Castelli. A noi piace molto anche la coppia di under formata dal play Cucco e dall’ ala Severini, ambedue di scuola senese, rispettivamente sponda Virtus e Mens Sana, che vuol dire anche collaborazione con la città del Palio, la realtà più importante della pallacanestro toscana. Ancora Giotti concorda sul sostegno che il pubblico fiorentino, sotterrati i campanilismi, dovrà dare alla Montepaschi che verrà a giocare l’ a Firenze.

Un esempio ed un obbiettivo, dice, affermando con una punta d’ orgoglio, che là si vuole arrivare. Ambizione e idee chiare supportate da uno sponsor confermato, L’ Enegan, e da un budget che ha certo bisogno di essere rinforzato ma che è già una buona base per affrontare gli impegni dei ragazzi di coach Giordani. Ma bisogna anche essere onesti e spiegare che la società deve essere rafforzata, economicamente ed organizzativamente, se si vuole ambire a raggiungere Siena,e Pistoia (bentornata in A1 anche a lei, ora da affrontare stasera nella seconda amichevole stagionale), nel tavolo dei migliori d’ Italia. Intorno a questa nuova avventura c’ è tanto entusiasmo. Dal presidente Calosi a tutti i nuovi giocatori, si respira l’ aria della sfida che, prima ancora che nei numeri della classifica, si riassume in una frase: conquistare la città. Il 6 ottobre comincerà il campionato, subito contro una delle favorite, la Bawer Matera. L’ indifferenza sarebbe un delitto, bisogna riempire quel palazzo con il calore che i fiorentini, quando vogliono, sanno dare. Dallo stadio al ci corrono cinque minuti. Lo sforzo è davvero poco.

Sergio Tossi – La Repubblica

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