Enic, brutta bestia la Serie B. Serve sbloccarsi il prima possibile

0-4. Non si tratta di un prefisso per la chiamata ma la situazione in serie B girone A dell’Enic Firenze. È un inizio di campionato che poteva essere messo in conto, visto che non tutto per coach Salvetti sta andando come pianificato. Scendendo nello specifico delle singole partite, Valsesia, Cecina e Robur et Fides Varese sono sconfitte dove la vittoria è sfuggita proprio per un piglio cinico mancato nei momenti cruciali. Dunque gli episodi vanno ad inficiare nel computo complessivo.

Ma uscendo dalle giustificazioni parziali c’è chi sta rendendo al momento al di sotto delle aspettative. Uno su tutti Luca Marmugi, 11 punti di media ma con il 42% da due e il 33% da tre (tirando 10 volte a partita) e due palle perse a sera. Sta giocando molto, con tante responsabilità che gravitano su di lui.

Esempio di come Marmugi è decisivo in post.

Esempio di come Marmugi è decisivo in post.

Lo stesso Michele Magini ha probabilmente bisogno di un supporto in fase di impostazione di gioco, vedi le 14 palle perse in quattro gare, e al momento purtroppo Marotta (tra acciacchi fisici e adattamento alla categoria) non è ancora il vero rincalzo di Magini. Rimangono le giocate e gli assist onirici che il playmaker nativo di Fiesole è in grado di inventare, 5 passaggi smarcanti di media finora.

Passaggio da 20 metri di Magini per Galmarini

Passaggio da 20 metri di Magini per Galmarini

Quello che potrebbe sbloccare l’impasse di gioco e caricarsi la squadra sulle spalle offensivamente è Diego Terenzi. Il pesarese sta incominciando ad ingranare e si può notare la sua efficienza con 49 punti segnati in 77 minuti e il 55% dal campo sul parquet. Terenzi sta terminando adesso il suo rodaggio post-infortunio. Molte delle fortune del passeranno dalle sue mani.

Capitolo giovani. Lorenzo Passoni si sta dimostrando veramente versatile anche in categoria, continuando a sparare dall’arco (pure bene, con il 40%) e a mettere molta intensità difensiva che produce rubate e giocate da urlo in contropiede. Assai in difficoltà è invece Andrea Filippi, che sta accusando il salto di categoria per il fisico e l’esperienza, oltre per il suo stile di gioco troppo monodimensionale, se non può correre o mettere in mostra l’atletismo il suo range di tiro non può aiutarlo, perché ha bisogno di avvicinarsi al ferro e non si fida ancora di un arresto e tiro o di uno spot-up. Galmarini sta al momento rendendo secondo le aspettative, la speranza sarà di vederlo più costante e più decisivo nei pressi del ferro in modo di punire con la sua verticalità e agilità

L’entusiasmo per la promozione non sembra ancora svanire, e questo è un bene anche vedendo la foga dei tifosi che popolano i piccoli spalti del PalaCoverciano. Entusiasmo ed intensità in difesa che a volte mette nei problemi le scelte e le rotazioni difensive, anche a causa di inesperienza e letture tardive del gioco. È anche vero che comunque la squadra sta sul pezzo, l’intercambiabilità e la velocità dei piedi in difesa permette anche di cambiare sui blocchi senza subirne sempre.

Prossimi impegni entrambi fuori casa, ad Omegna (2-2 stranamente inceppata) e ad Oleggio (ferma a zero come il Pino). Tornare con uno scalpo sarebbe quanto mai necessario, per alzarsi dallo zero in classifica e magari cambiare i risultati in 1-4, prefisso dell’America settentrionale.

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