Quando una grande Nazionale fa bene anche al basket fiorentino

E’ domenica pomeriggio. Sto guardando Italia-Israele. Gentile ha appena messo a segno uno dei suoi canestri in penetrazione dimostrando tutto il suo potenziale tecnico e fisico. 27 punti alla fine della partita, vinta con bravura e determinazione. Impressionante Alessandro da Maddaloni! Impressionante anche la prova di tutta la squadra di coach Pianigiani che ha dimostrato (e per molti critici ce n’era ancora bisogno nonostante le prove convincenti fornite contro Spagna e Germania nel girone eliminatorio) perché nel basket la parola “team” sia non accessoria, ma fondamentale. E’ chiaro, senza le stelle NBA Gallinari e Belinelli non saremmo arrivati fin qui nel cammino europeo, anzi, avremmo ripreso un aereo Berlino-Roma con tanti rimpianti e avremmo visto gli altri sudare per un posto al torneo pre-olimpico. Così non è andata. , invece, sta continuando un percorso iniziato nel 2009 quando Simone da Siena, con scudetti vinti e apparizioni abbastanza convincenti in Eurolega, decise di prendere in mano la patata bollente della Nazionale. Finora con alterne fortune, e soprattutto un grado elevatissimo di sfortune. Ma oggi è utile guardare al presente e soprattutto al futuro, di una squadra nazionale che sta riaccendendo la passione dei baskettari nostrani e accendendo per la prima volta l’interesse di coloro che “il calcio è lo sport più bello del mondo”, in barba a questo giochino della palla nel cesto inventato da un canadese ed esportato in tutto il mondo; in barba a un gioco che è mentale, prima che fisico; tattico e strategico, prima che tecnico; molto complesso da comprendere… uno sport colto per persone colte, forse? Probabilmente si, ma il basket lo si può leggere da molteplici punti di vista, anche semplicemente riconoscendogli la qualità di essere spettacolare e televisivamente attraente ed efficace.

A Firenze, si sa, il basket è considerato uno sport minore. Ci sono ragioni storiche fondate che possono corroborare questo punto di vista, e ragioni più ovvie, legate alla Firenze Viola, alla Fiorentina, croce e delizia sportiva di molti nostri concittadini. Chi si aspetta il ritorno dei bei tempi andati – quando i fiorentini avevano il doppio abbonamento per la Viola e per la Neutroroberts di JJ Anderson e la domenica uscivano dal Comunale per entrare al Palazzetto di Viale Paoli – non può non tenere in considerazione che il contesto economico e culturale sia molto cambiato (si parla di 30 anni or sono…) e che la Fiorentina Basket, neonata società sportiva che mira a ricostruire lentamente un legame sportivo e affettivo con la città, non riuscirà nel brevissimo periodo a soddisfare le esigenze dei palati cestistici più fini.

Detto questo, che c’entra la Nazionale di Pianigiani con la pallacanestro a Firenze? C’entra, eccome se c’entra! Perché l’interesse

Non sappiamo, al momento se il sogno azzurro

All Comments

  • Come non concordare prof! Se la davano sulla Rai la qualità ne risentiva, ma era meglio per tutto il movimento, no?

    Fabio Bernardini Fabio Bernardini 16 settembre 2015 15:39 Rispondi
  • La copertura di Sky è stata quanto di meglio si sia visto, cestisticamente parlando, da quando esiste la tv. E’ questo non è irrilevante. La Rai ha mortificato il basket italiano per anni con riprese scadenti e commenti mosci mosci. Chi sta vedendo gli europei, e sono tanti anche i non “basket addicted”, si sta godendo un grande spettacolo. Fa sicuramente bene anche al movimento fiorentino che ha un incredibile bisogno di entusiasmo. Praticanti tanti, giovani talenti pure. Società ben costruite ed organizzate, ahimè, meno. Qualcosa si muove ma i campionati presi a tavolino non mi sono mai piaciuti. Bisogna costruire con pazienza ed umiltà, orgoglio e pragmatismo.

    Sergio Tossi 18 settembre 2015 18:40 Rispondi

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