Fiorentina, il segreto del successo è in difesa. Lo stopper si chiama Bastone

La Fiorentina ha trovato lo specialista difensivo. Dentro alle cifre che incoronano la All Food come terza migliore difesa del campionato di Serie B (64,5 punti subiti di media, meglio in Italia solo Viola Reggio Calabria e Juvi Cremona nelle prime 7 giornate) c’è il segreto di questo splendido avvio di stagione. La serie aperta di sei vittorie consecutive insomma è il frutto dello sforzo difensivo di una squadra costruita per non fare segnare gli avversari. Questo il primo obiettivo di ogni partita di una Fiorentina più operaia rispetto al passato, capace di fare uno scivolamento in più invece che uno in meno, di aiutare un compagno in un raddoppio. Il simbolo di questa rivoluzione difensiva è Nicola Bastone. Lo specialista difensivo, appunto.

Bastone, le piace questa etichetta?
«Mi piace essere protagonista in difesa. E’ l’arma che sta rendendo grande questa Fiorentina».

Niccolai parla di lei come di un elemento fondamentale.
«Con il coach parliamo di difesa fin dalla prima telefonata di questa estate. E’ stato molto chiaro con me e io cerco di rispondere sempre presente».

In serie B in passato era abituato a prendersi più responsabilità in attacco. Le pesa concentrarsi di più su altri aspetti in questo contesto?
«Assolutamente no. Quando arrivi in un ambiente competitivo come c’è qua, devi essere pronto a dare il massimo quando sei chiamato in campo. Sia in difesa che in attacco, dove devo migliorare la selezione dei miei tiri».

Difesa, difesa e ancora difesa. Finora è stato sguinzagliato un po’ su tutti i ruoli…
«Niccolai insiste molto sulla difesa e ha ragione, perché sul lungo periodo è l’arma che fa la differenza. Cambiamo su tutti i blocchi, mi piace poter aiutare i miei compagni. Credo di avere le caratteristiche fisiche per marcare diverse tipologie di giocatori. Dai piccoli ai lunghi».

Sei vittorie consecutive che cosa significano?
«Che il lavoro paga. A tutti noi interessa vincere. Non guardiamo agli aspetti personali, ai tiri, alle statistiche. Però non siamo a niente ancora. C’è tanta strada da fare».

In che senso.
«Possiamo migliorare molto. In attacco per esempio dobbiamo essere più fluidi e continui».

Domenica c’è la trasferta contro Montecatini che in casa è imbattuta.
«Trasferta difficile, ma vogliamo imporci anche su quel campo».

All’orizzonte poi c’è lo sbarco al Mandela Forum del 25 novembre. Sensazioni?
«Sarà emozionante giocare in un palazzo così bello e grande. Non solo per noi, ma anche per i tifosi con cui si è creato un grande feeling a San Marcellino. Prima però voglio vincere a Montecatini. Poi penseremo a Valsesia e al Mandela Forum».

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