L’eredità eterna di Manu Ginobili


Il basket è uno degli sport più appassionanti del pianeta, dato che racchiude in sé una dose enorme di adrenalina e una spettacolarità fuori dal comune. E, sebbene in Italia si giochi un campionato molto avvincente e di livello piuttosto alto, l’intensità riscontrabili negli incontri della NBA, il torneo di pallacanestro degli Stati Uniti, è tutto di un altro pianeta. E, sebbene in questa lega così importante i più forti siano sempre stati i giocatori locali, negli ultimi anni è stato uno straniero a fare la storia. Stiamo parlando di Emmanuel Ginobili, per tutti Manu, argentino di chiare origini italiane che da quando è approdato ai San Antonio Spurs nel 2002 ha lasciato il segno. Il giocatore nato a Bahia Blanca, a 600 km dalla capitale Buenos Aires, e che aveva debuttato in Europa con la Viola Reggio Calabria, ha annunciato pochi giorni fa che si sarebbe ritirato, essendo arrivato ormai al limite fisico, come ben gli diceva il suo corpo di 41 anni. Eppure, la sua eredità è ormai eterna.


“manu ginobili” by aaron vazquez (CC BY-ND 2.0)

L’ormai ex giocatore dei San Antonio Spurs è per molti lo straniero più forte di sempre in NBA, il che lo pone immediatamente nella lista dei cestisti più importanti della storia in assoluto. Mancino, veloce e potente, Manu si è sempre distinto per un’intelligenza tattica straordinaria, che gli ha permesso di effettuare delle giocate uniche, oltre a dei punti impensabili. Ora, senza di lui, gli Spurs non saranno più tra i favoriti sia agli occhi dei tifosi che delle scommesse di basket, perché con l’argentino in campo la squadra capitanata da Tony Parker perderà un elemento sorpresa, capace di spaccare la partita in qualsiasi momento. Le abilità di Ginobili, inoltre, sono sempre andate molto al di là delle statistiche, dato che non stiamo parlando di un cestista eccessivamente prolifico come dimostra la media realizzativa di 13,5 nella carriera NBA, tra assist impressionanti e serpentine capaci di creare superiorità numerica e dunque avvantaggiare la propria squadra.


“Spurs-Magic086” by Michael Tipton (CC BY-SA 2.0)

Se guardiamo indietro notiamo anche come il suo palmarés sia individiabile. Sebbene non abbia mai vinto il premio MVP di una stagione o delle finali NBA, che avrebbe anche potuto meritare in occasione della prima vittoria dell’anello nel lontano 2003, Ginobili ha dovuto far spazio a molti titoli collettivi nella sua bacheca personale. Tra i più preziosi, oltre ai quattro campionati NBA vinti con i San Antonio Spurs, vi è senza dubbio il titolo di campione olimpico ottenuto ad Atene nel 2004, quando la sua Argentina vinse la finale in maniera tanto clamorosa quanto secca contro l’Italia allenata da Carlo Recalcati.

Sempre allegro e sorridente, in campo e fuori, Manu rappresenta per molti il superamento delle barriere del basket moderno, forse troppo fisico. L’argentino, facendo invece leva sul suo grande talento e l’intelligenza, si è adattato a tutti gli scenari, riuscendo a trionfare ovunque e, soprattutto, ad essere amato da tutti.

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