Memorial Leonardo Bellomo, il ricordo di un campione coraggioso

Un torneo per costruire e alimentare la memoria di un giovane combattente che aveva il basket nel cuore. C’erano più di 1000 persone nel giorno delle finali del , organizzato dal nello scorso weekend a Lastra a Signa

La mamma di Leonardo alla premiazione

Commozione nei tre giorni vissuti fra Lastra a Signa e Malmantile, ma anche tanta voglia di non dimenticare Leonardo, che aveva scoperto il basket intorno agli 11 anni, innamorandosene perdutamente. L’incontro casuale con un pallone da basket dopo una partita di amici. Qualche tiro a canestro e la scoperta immediata da parte di tutti di avere di fronte un giovane talento, con il basket nel sangue. Saltato tutto il percorso minibasket, Leonardo nell’arco di un anno entra nelle giovanili del TeamNova e arriva fino alle rappresentative toscane. Tecnica, fisicità, atletismo sia in attacco che in difesa. E soprattutto l’atteggiamento del leader, che trascina i compagni. Un combattente nato insomma, non solo dentro il campo, ma anche fuori. Sì, perché Leonardo ha dovuto combattere per anni con un male che lo ha reso uomo davvero in fretta. Questo combattimento lo ha portato avanti sempre a testa alta, rifiutandosi di perdere e di mollare. Così, appena terapie e malattia lo consentivano, eccolo al palazzetto di Lastra a Signa, con la maglia numero 18 addosso per divertirsi, naturalmente giocando a basket.

Proprio con quel numero 18 addosso, Leonardo Bellomo è stato ricordato anche da Vincenzo Esposito, ex allenatore del Pistoia Basket che di Leo era diventato amico dopo una visita a un allenamento della formazione di Serie A. El Diablo ha fatto visita nel giorno delle premiazioni e ha parlato alle squadre, ricordando il messaggio di questa storia: la vita è il bene più importante che c’è e Leonardo ha lottato fino all’ultimo per continuare a sentirsela addosso.

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