Agente Zero #8: “Scatta il derby, ma ecco come Firenze mi ha cresciuto”

Ciao Ragazzi! Spero stiate tutti benone, io intanto mi accingo a scrivervi di nuovo, dunque preparate armatura ed elmetto 😂. Oggi si tratta un argomento un po’ più serio dei videogames, ma visto che stiamo entrando nel fine-settimana dell’inedito derby fiorentino credo di essere attinente.

Tutte le volte che mi chiedono da dove vengo mi guardano un po’ stupiti dicendo: “Ma sei proprio di Firenze Firenze?”. Ovviamente non rispondo e orgogliosamente godo delle mie origini 😆.

Perché vi sto dicendo questo? Perché spesso mi sono fermato a pensare sul fatto che ci siano pochi giocatori “fiorentini” che calcano i parquet professionistici o quelli della A2 (ex Legadue). Ovviamente con questo non voglio sminuire nessuno ed ogni campionato può essere fondamentale nella crescita professionale e sportiva di ciascuno. Ho però già detto svariate volte di come sarebbe bello vedere una squadra della mia città competere nel maggior campionato nazionale (oltre che utile per i giovani fiorentini) e, come dissi tempo fa, nel caso succedesse non preoccupatevi: Zero ci sarà e avrà gran voglia di vestire quella maglia. La cosa che mi fa ben sperare è il fatto che tanti giocatori italiani si domandano come mai, in una città così bella e importante come il capoluogo toscano, non abbia una squadra in serie A. Questo mi porta a pensare che nella pallacanestro italiana Firenze sia considerata, anche perché la bellezza della piazza è sicuramente notevole e credo che con la massima serie anche il tifo (di cui si sente parlare per il calcio) si farebbe sentire forte e chiaro.

Da Firenze escono pochi talenti perché purtroppo ci sono tante società che si fanno la “guerra” tra loro e non vogliono collaborare, spesso questo porta a non far giocare i ragazzi più promettenti insieme e quindi ad una minor competitività, che a volte, nel peggiore dei casi,  può portare anche ad un allontanamento da questo sport.

Spero vivamente di essere smentito e che, nel giro di qualche anno, ci sia un boom di fiorentini ad alto livello, ma purtroppo quando ero più piccolo la tendenza era quella che vi ho detto poche righe fa. Anche se oggi vedo comunque società che raggiungono interessanti obiettivi a livello nazionale, come il Pino Dragons pochi giorni fa e la Sancat recentemente. Da qui, e da altri vivai gigliati, possono esserci dei cestisti in grado di fiorire e stare nel professionismo, anche grazie agli allenatori che li devono seguire nel percorso di crescita.

Capitolo coach. Io da piccolo giocavo all’Olimpia Legnaia dove ho avuto un sacco di allenatori che si sono scambiati nel corso degli anni, da ognuno di loro ho appreso qualcosa e ognuno ha portato il suo mattoncino alla mia causa. Per questo posso solo ringraziarli perché non lo facevano certo da professionisti ed era frutto solo della loro passione. Posso ricordare alcuni nomi perché meritano una menzione…

Simone Allegri. Lui mi ha allenato quando ero veramente piccolo, ma ho dei bellissimi ricordi ed ha contribuito in modo importante a farmi innamorare di questo sport.

Marco Dondoli. Quante sudate, quanti cazziatoni, quanti suicidi. Mi ha fatto odiare alcuni aspetti del gioco ma mi ha fatto capire quanto sia importante il lavoro e il sudore in palestra.

Simone “Trucio” Trucioni. Con lui sono arrivate delle piccole soddisfazioni. Si iniziava a diventare grandi e a raccogliere i frutti del proprio lavoro. E’ una persona che ha grande grinta, un vero motivatore.

Francesco “Puccio” Puccetti. Il mio ultimo allenatore a livello giovanile. Ha carisma ed è capace di prenderti anche con la simpatia, una personalità che può variare dall’essere criptico all’essere veramente vulcanico: un guru.

Non si senta escluso nessuno da questa piccola lista. Parlo solo del mio processo di crescita a livello giovanile e questi sono sicuramente i “coach” che mi hanno segnato. Resta il fatto che, dopo tutto questo papiro di messaggio sul blog, non mi sento di dare consigli sul gestire meglio il basket a Firenze. Ho veramente poca esperienza da questo punto di vista e mi sentirei a disagio. Spero che la pallacanestro in riva all’Arno diventi parte importante del panorama sportivo perché ce lo meritiamo: sì voglio essere un po’ campanilistico!

Voglio vedere il bicchiere decisamente mezzo pieno perché finalmente qualcosa sta cambiando, è il primo anno che si vedono due squadre di Firenze lottare nel campionato di serie B: il derby è sempre il derby!

Continuamo Così.

#DajeChicchi

Un abbraccio

Zero

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