Agente Zero #7: “Fatemi passare al livello successivo!”

Ciao a tutti!

Spero che l’avvento della primavera porti un po’ di allegria e leggerezza anche a voi e vi faccia continuare la voglia di leggere queste poche righe. E, a proposito di leggerezza, oggi trattiamo un argomento tranquillo e divertente: i videogiochi. #Enjoy.

Incominciamo dagli albori: sono un fedelissimo della PlayStation dal lontano 1997 (avevo 9 anni), ovviamente la prima console di mamma Sony mi portò in dono un ottimo FIFA97 che mi ha fatto rompere e tirare qualche joystick di troppo verso la TV, ma a mia discolpa posso dire che il coinvolgimento era alto.

Detto questo, però, non ci sono dei veri e propri generi di giochi che preferisco, ovviamente quelli sportivi li devo comprare per forza, perché con gli amici e i compagni di squadra vanno per la maggiore e ovviamente sono il principale mezzo di “sfottimento” (passatemi il termine, chiederemo all’Accademia della Crusca se lo accettano), dunque è di fondamentale importanza per cementare (o distruggere, scegliete voi ) i rapporti umani!

Oltre ai titoli sportivi non disdegno neanche il genere sparatutto, alle volte cerco di giocarci online ma immancabilmente mi incaz… ehm, mi arrabbio clamorosamente urlando nelle cuffie quando perdo. Sono un pessimo esempio, infatti a volte sono stato espulso da qualche partita per offese ripetute . Per cui non ci gioco tantissimo perché, come vi ho detto poco fa, sono molto competitivo e siccome non voglio arrabbiarmi ma divertirmi, preferisco non esagerare con questo genere di videogiochi.

Un altro genere che però cattura molto la mia attenzione è quello dei giochi di ruolo, la saga di Final Fantasy mi ha completamente catturato e continuo tuttora col 15° capitolo (si il 15°, avete capito bene, ma a mia difesa posso dire che ho cominciato a giocare solo dal numero 8, per gli altri ero troppo giovane).
Ovviamente qualche gioco di azione (se hanno delle buone premesse) non viene mai lasciato indietro.

Non me somiglia pe’niente“, come direbbe qualcuno?

Il periodo in cui ci gioco maggiormente è il pomeriggio, nella pausa tra gli allenamenti, e la sera. Mi servono soprattuto per staccare la testa, un vero e proprio svago. I momenti migliori però, come immaginerete, sono le trasferte (soprattutto quelle in Europa che sono più lunghe, come vi ho raccontato) sono gettonatissime! I giochi al cellulare li sfrutto più che altro quando viaggiamo sull’aereo o sul pullman, ma non mi fanno impazzire, ma fra le altre cose non sto neanche a dirvi che mi sono creato il mio giocatore su NBA2K17, facendo anche la scansione facciale per essere più preso da questa situazione. Devo dire che la stagione sta procedendo nel migliore dei modi, i miei Sacramento Kings stanno dominando la Western Conference. Doverosa una mia piccola precisazione: non imposto la difficolta massima nella carriera perché quando gioco col mio personaggio voglio dominare la scena!

Purtroppo devo anche raccontarvi del binomio pericoloso donne-videogiochi, di cui sono testimone e martire! Mia mamma e mia nonna mi hanno sempre preso in giro perché, da quando gioco, non ho mai letto un libretto delle istruzioni e quando non riuscivo a fare qualcosa impazzivo (voglio proprio sapere se qualcuno di voi li ha mai letti). Mentre una volta mia mamma mi ha pure sequestrato la PlayStation e l’ha chiusa a chiave perché stavo studiando poco, ma questo è un altro discorso…

La mia fidanzata ormai ha imparato a sopportare questa mia “malattia”, si può dire che se ne è fatta una ragione, ha anche capito che parlare con me mentre sto giocando è praticamente inutile dato che rispondo a monosillabi, o la maggior parte delle volte non sento neanche cosa dice. All’inizio impazziva per questo, adesso però porta pazienza e aspetta che metta in pausa per parlarmi, non posso fare troppe cose contemporaneamente!

Spero vi sia piaciuta la mia piccola storia (tratta da uno spaccato di vita reale). Ci tengo a precisare una cosa però, non sono stato un bambino che si chiudeva davanti ai videogiochi e stava barricato in casa, fortunatamente con i miei amici stavamo fuori a giocare praticamente tutti i giorni. Non sono vecchio, ma posso dire che erano altri tempi ed era più facile lasciar andar fuori i ragazzi da soli, ma mi sentirei di dire una cosa che mi sta a cuore: non chiudetevi in casa come degli eremiti, uscite e divertitevi. Playstation e Facebook non sono vita sociale.

Un grande abbraccio, continuate a leggere Firenze BasketBlog!

Zero

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