Rosignoli, quale mano è piena e quale è vuota?

Da piccini esisteva un gioco molto comune, si doveva mettere un piccolo oggetto nel pugno di una mano senza che il bambino lo vedesse. Poi gli si faceva vedere tutte e due le mani chiuse a pugno, dopodiché si facevano ruotare e si recitava dicendo una filastrocca e il bambino deve indovinare in quale mano si trovasse l’oggetto. La filastrocca, diversa da zona a zona d’Italia, recita più o meno così “Mano mano ruota, qual è piena e qual è vuota?”.

E’ il tipo di indovinello che sta cercando di risolvere da alcuni mesi anche Davide Rosignoli, centro della All Foods Fiorentina Basket, impegnato a capire, dopo interventi per infortuni e vari cambiamenti, con quale mano tirare meglio dal campo e in particolare modo i liberi.

“Beh è una lunga storia – ci racconta proprio il diretto interessato Ros – io ho sempre tirato di destro fin dal minibasket ma dopo un’operazione al ginocchio quando avevo 18 anni ho cambiato sempre più la tecnica di tiro in generale. Ho così perso fluidità al tiro anche perché in realtà sono mancino, visto che scrivo di mancino e gioco a calcio di mancino. Addirittura un anno a Ozzano quando giocavo in B1 con Salieri mi trovavo a tirare di sinistro i liberi e da fuori di destro: questo probabilmente mi ha portato una gran confusione”.

E’ netta la statistica che si vede analizzando il cambio di panchina della Fiorentina, con l’innesto di Niccolai. Nelle prime sette di campionato (con la gestione Cadeo) Rosignoli ha tirato 9/20 dalla linea della carità, 45% usando la mano destra (2,9 sono i tentativi a partita). Con Niccolai è cambiato un po’ tutto, a partire dalla mano mancina che sta usando al tiro: nelle ultime dodici di campionato sta tirando 32/54, il 60% (4,5 tentati a partita, anche frutto del gioco run and gun del termale).

“Ora Niccolai mi ha convinto a tirare solo di sinistro – continua a spiegarci Rosignoli – perché ho una meccanica migliore e più fluida, sto lavorando anche per tirare i tiri liberi e da fuori esclusivamente di sinistro. Penso che di conseguenza le basse percentuali per il tiro dalla lunetta che ho avuto negli anni (intorno al 55% in carriera) siano dovute a questi continui cambi di tecnica per migliorare. I miglioramenti che sto avendo in queste ultime 12 partite sono dovuti a Niccolai che mi ha dato fiducia a 28 anni di cambiare mano lasciandomi libero di sbagliare e sopratutto facendomi tirare centinaia di tiri liberi durante gli allenamenti mattutini.” Dunque il lavoro è tanto ma la strada imboccata pare nettamente quella giusta, anche se poi Ros ci tiene a ricordarci e ricordare ai suoi tifose una postilla finale: “Ad essere sinceri però i liberi quando contava spesso li ho segnati”. Insomma di riffa o di raffa Rosignoli dalla cosiddetta linea della carità troverà il modo per capire quale mano sia piena.

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