Agente Zero #3: Brindisi, t’aggiu lassata, ma ti portu sempri intra llu cori

Ciao a tutti e benvenuti ad una nuova puntata di questo blog, la terza (se vi siete persi le altre, qui la prima, qui la seconda) con un titolo un po’ particolare di cui segue una piccola traduzione: “Brindisi, ti ho lasciato, ma ti porto sempre nel cuore.”

Quest’oggi proverò a parlare un po’ dei miei anni nel professionismo e quindi delle realtà di cui ho fatto parte, realtà che per quanto mi riguarda sono state di provincia, il cuore pulsante di questo sport. Infatti ci sono tante realtà medio-piccole che nel basket hanno fatto o fanno la storia, o semplicemente ottengono grandi risultati. Facendo un piccolo excursus sulla mia carriera: questo è il mio 6° anno da professionista, tutti lontani da casa. 5 anni a Brindisi (1 anno di Lega2, 4 di Serie A) e l’anno attualmente in corso ad Avellino.

Per capire l’importanza delle piccole città basta pensare a Siena, non certo una metropoli (escludendo gli scandali extra-campo). Passandole in rassegna mi viene in mente anche Teramo, oppure Montegranaro, realtà che purtroppo adesso sono sparite, ma che con risorse limitate hanno fatto vedere delle buonissime cose ai massimi livelli italiani. Citerei anche anche Caserta che ha lasciato una grande impronta in tutta la sua storia e che adesso sta un po’ faticando.

Secondo me le piccole realtà spesso riescono a fare delle grandi imprese perché sono abituate a lavorare con disponibilità economiche limitate e quindi sfruttano al massimo il territorio: questo spesso ha portato a un grande entusiasmo e campanilismo ma soprattutto risultati e continuità. Parlando di giocatori nati proprio in città del genere mi vengono in mente alcuni esempi pratici:

Caserta lanciò Vincenzo Esposito e Ferdinando Gentile
Teramo lanciò Giuseppe Poeta e Valerio Amoroso

Questo modo di gestire una squadra purtroppo non è “sopravvissuto” al cambio generazionale, però sono fiducioso perché vedo che la Lega2 (attuale A2) sta diventando un serbatoio di talenti italiani non indifferente!

Personalmente sono approdato nel professionismo quando sottoscrissi nell’estate del 2011 il mio “primo” vero contratto. Fu un episodio molto particolare e buffo, perché non ero abituato a tutta la burocrazia e alle attenzioni che c’erano dietro. Infatti tanto per cominciare il contratto era scritto in 2 lingue (italiano e inglese) perché doveva essere compreso anche dagli stranieri. Per questo ho cercato di rendere la cosa più amichevole firmandolo… in campeggio! Ebbene si, ero a riposarmi da mia Zia a Cecina e in quell’occasione ho dato inizio alla mia carriera da professionista, non male come principio no?

A Brindisi sono stati anni fantastici: 203 presenze ufficiali, 1 campionato di Lega2, 1 Coppa Italia di Lega2, la partecipazione alle Final Eight di Coppa Italia per 3 volte, 2 volte ai quarti di finale Playoff Scudetto, partecipazioni ad Eurochallenge e Eurocup…

Dunque, come si evince, io stesso sono legato ad una “realtà di provincia” come Brindisi. Ci siamo già affrontati quest’anno e faccio fatica a descrivere le emozioni di quel giorno. Dico solo una cosa: vedere la squadra avversaria con indosso la maglia che ho vestito per 5 anni e stato quasi un colpo al cuore. Alla fine abbiamo vinto noi, voglio però sperare che questo non cambi l’accoglienza al mio ritorno (ovviamente scherzo!). Per me sarà sicuramente un’emozione grandissima tornare sul parquet del PalaPentassuglia dove ho vissuto mille battaglie.

Per quanto riguarda l’Enel Brindisi di quest’anno, mi ha fatto piacere che sia riuscita a raggiungere le F8 di nuovo dopo un anno di assenza, e mi è sembrato una cosa normale esprimere le mie congratulazioni con un bel tweet, che forse mostra quanto ancora sia legato a questa squadra.

Sono contento che tanti tifosi abbiano apprezzato questo piccolo gesto… in fondo ne abbiamo passate tante insieme. Tra le avventure che ricordo maggiormente nei miei anni brindisini ci sono sicuramente le vittorie e i traguardi raggiunti, ma soprattutto l’aver trovato persone che sono poi diventati amici che ancora oggi sento e quando ho potuto sono andato a trovare e viceversa. Questo credo che sia il regalo più bello che la Puglia (Ruvo e Brindisi) mi abbia fatto.

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