All Star Game 2016, ci mancava Zanardo. Ecco il coach dei Verdi

L’All Star Game di Firenze si terrà il 12, 13, 14 luglio a Piazzale Michelangelo, e l’ultimo coach da presentare è quello dei Verdi della East . L’organizzazione ha scelto l’eclettico , coach dell’Olimpia Legnaia in Serie C.

Ma in quel periodo non saresti stato meglio sotto l’ombrellone a Castiglion della Pescaia?

“Bella domanda. Sì, decisamente, anche se in realtà non vado a Castiglion della Pescaia ma a Forte dei Marmi, perché mi garba andare in bici a prendere la schiacciatina da Valè. Però il 12, 13 e 14 un siamo al mare ma siamo al piazzale. Il sole si prende lì, al massimo si monterà una piscinetta.”

Tra i tuoi giocatori chi farà la parte di Bryant alla sua ultima stagione per il Mamba Out?

“Ovviamente prima ci saranno le selezioni e saranno molto dure, grazie ad esse guarderemo chi saranno i giovani che parteciperanno all’. Qualcuno della zona che ha dato tanto sia al quartiere che alla pallacanestro fiorentina, ed è alla fine della carriera lo troveremo sicuramente, ma saranno le selezioni a decidere chi farà parte dei dodici.”

In panchina ti vedi più Tyronn Lue o Gregg Popovich? O forse più Piero Bucchi o Guido Bagatta?

“Gregg Popovich assolutamente no, ha i capelli bianchi mentre io ho ancora uno splendido ciuffo da pettinare. Bagatta mi ha dato tanto, sin dai tempi di NBA Action e quindi credo che Guido mi rispecchi appieno.”

I 12 che sceglierai che peculiarità dovranno avere? Dovranno essere più bravi a portare i blocchi o a sventolare asciugamani?

“Dovranno avere delle caratteristiche ancora più particolari, si gioca per lo spettacolo poi se si riesce a bloccare e a far girare gli asciugamani ancor meglio,  l’importante è che venga fuori un grande show.”

Un bell’evento di fine stagione per festeggiare tutto il movimento gigliato in una location da urlo. Aldilà della goliardia, farne parte ti rende orgoglioso?

“Mi rende ovviamente orgoglioso. La location è obiettivamente da urlo e l’organizzazione finora mi sembra da applausi. Allenare o segnare davanti al cupolone a Piazzale Michelangelo non credo sia una cosa di tutti i giorni. Mi auguro soltanto che ci sia una presenza di pubblico di appassionati dalla città, questo per il movimento. Sogno sempre una Florence basket city e sarebbe divertente che esistesse anche solo per tre giorni, con un sacco di appassionati, bambini che gravitino intorno a quel campo, con facce conosciute e nuove che si affacciano al mondo della pallacanestro. A Firenze abbiamo grande bisogno di persone nuove, perché non avendo un campionato di livello spesso non si riescono a portare al palazzetto, vedremo se riusciremo a portarle al Piazzale. Giocare a pallacanestro divertendoci credo sia l’obiettivo anche dell’organizzazione; cercherò di fare un grande spettacolo.”

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